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DRAPIA:  SCRIGNO DI STORIA

STORIA- ARTE -RELIGIOSITA’

I LUOGHI DA VISITARE NEL  NOSTRO TERRITORIO

 

LE CHIESE PAROCCHIALI.

 

CHIESA DELL’IMMACOLATA ,a Drapia.

Incerta la data di costruzione ma tale edificio era già presente prima del 500 ed ha subiti vari  cambiamenti durante il corso dei secoli. Oggi è forma rettangolare  con abside  di forma semicircolare con la volta a botte. La facciata con il timpano è decorata con un rosone in vetro colorato e ferro battuto. Il campanile a pianta quadra è decorato da monofore e pseudo monofore ogivale . Al suo interno,di stile composito con stucchi e marmi di pregevole fattura,custodisce  varie opere  degne di rilievo tra cui :il Ciborio(XVII sec.) la Statua lignea della Madonna Immacolata stile liberty(XIX sec.) –San Michele Arcangelo (XIX sec) statua di Santa Domenica( XVII sec) San Nicola(1897) –una tela dell’Ultima Cena(1670) –Tela Madonna del Carmelo (1840).Attaccato alla chiesa parrocchiale si trova L’oratorio di San Michele al suo interno sono custodite vere e proprie opere d’arte. Un ciclo di otto tele che raffigurano la vita della Madonna –una tela di Santa Domenica( 1848) –una tela di S. Antonio (1840) una statua della madonna del Carmelo(XIX)

 

CHIESA SAN ACINDINO MARTIRE a Gasponi.

E’ l’attuale chies parrocchiale attualmente chiusa al culto perché dichiarata inagibile. I lavori di costruzione cominciarono nel 1935 e fu ultimata nel 1957.L’esterno così come  l’interno è di stile Romanico. Sulla facciata,con timpano, si notano due lesene e il portale sovrastato da uno stemma. A destra si innalza il campanile ,a pianta quadrangolare. Nel suo interno, a navata unica  con abside semicircolare decorato da una serie di lesene che si congiungono nel catino, si possono trovare pregevoli opere provenienti quasi tutte dalla precedente chiesa: Una tela Raffigurante la Madonna del Carmelo (XVII- XVII sec.) un Crocifisso ligneo(XVIII sec) una scultura lignea della Madonna del Rosario (XVII sec) la statua del patrono S.Acindino (1969) –una tela della Sacra Famiglia(1888) –statua lignea della Madonna Addolorata (XVIII sec) Una riproduzione della Madonna della Romania(1860)

 

CHIESA DI SAN PIETRO APOSTOLO a Brattirò.

Risalente al seconda metà dell’800. Durante i secoli subì diversi  interventi e ampliamenti. Si presenta con una sola navata,con abside semicircolare e con annessa cappella laterale. Lo stile esterno ed interno e’ composito. Sulla facciata divisa  in due ordini da una trabeazione,si notano una serie di lesene ,il portale con timpano a lunetta,sovrastato da una bifora. Al suo interno decorato da lesene e stucchi possiamo trovare diverse opere pregevoli: Statua dell’Immacolata (1804) sull’altare maggiore della chiesa  .Statua di S. Anna ((1790) – Scultura lignea di Santa Lucia (XIX) –una Coppia di angeli in legno(XIX) –un organo a canne (XIX sec) –Una statua di S. Pietro Apostolo patrono di Brattirò –Una statua di S. Nicola di Bari. Nella cappella  laterale della chiesa è custodito  il simulacro dei Santi Fratelli Medici e Martiri  Cosma e Damiano.

 

CHIESA DELLA TRASFIGURAZIONE DI N.S.G.C. a Carìa.

E’ l’attuale chiesa parrocchiale di Carìa edificata nel 1667.      Tra il 1841 ed il 1868 venne ampliata e le furono apportate varie modifiche. Attualmente la chiesa è  un edificio di stile composito. Sulla facciata  si notano quattro lesene e una serie di fregi in stucco bianco. A destra il campanile incorporato,termina in una guglia. Ha pianta rettangolare con abside semicircolare e cappella laterale. Al suo interno,decorato con stucchi chiari e colonne si trovano pregevole opere quali: Un preziosissimo ciborio proveniente dall’antico convento si San Sergio in Drapia che risale al 700.Una tela della Trasfigurazione di Cristo sul Monte Tabor (XIX sec) –una tela della sacra Famiglia( 1887)

-Una tela della Madonna del Carmelo(XIX sec)Una tela dell’Ultima Cena(XIX sec) Una statua di san Francesco da Paola(1870) –Una Statua di San Nicola(XIX sec)-Una statua dell’Immacolata(1864) –Un organo a canne(1870) – Numerose statue di santi e Madonne : San Michele,San Pio, San Rocco, Gesù Risorto, Maria Ausiliatrice, Sant’ Antonio, Cuore di Gesù,Cuore di Maria, Santa Rita – Una tela di san Giovanni Bosco(1950)-una tela di Santa Lucia –Un quadro di San Pio da Pietralcina -Un quadro dei Santi Cosma e Damiano . In sacrestia è custodita una statuetta del Cristo Risorto di cartapesta antichissima.

Attaccato alla chiesa parrocchiale si trova l’oratorio del SS. sacramento e delle anime del purgatorio struttura interessata da un generale restauro. In questo luogo viene custodito sull’altare maggiore un prezioso quadro dell’ultima Cena  che secondo molti è un opera  del Grimaldi.Tale quadro attualmente e’ conservato nella chiesa parrocchiale, a sinistra dell’altare maggiore della Trasfigurazione.

 

 

CHIESA SECONDARIE

 

CHIESA DEI SANTI COSMA E DAMIANO”( SantiCocimeu) a Brattirò

Situata ad alcune centinai di metri prima di arrivare in paese,sulla strada Provinciale.Edifivata l’anno 1829 a devozione del  Canonico Gaetano Scordamaglia,inizialmente era piu’ piccola di come appare oggi e fu ampliata nel 1929 a devozione di Don Francesco Pugliese.E’ una Chiesetta a forma rettangolare,con abside semicircolare .E’ costruita in muratura di pietre  calcare listata con mattoni ad interasse di un metro,con soffitto in legno e copertura  a due falde di legno e  manto di copertura in coppi di laterizi. All’altare si trova un pittura su tavola che raffigura la Madonna delle Grazie con ai lati i Santi Medici Cosma e Damiano(1829). Da tale chiesa, costruita  certamente su un antico monastero Basiliano,  si sviluppò  il grande culto verso i Santi Medici venerati ogni anno  in Brattirò con grande partecipazione di popolo il 25- 26- 27 Settembre. Le celebrazioni religiose così come anche le manifestazioni esterne in onore di  Cosma e Damiano si celebravano  in questa chiesetta e nei terreni limitrofi. Successivamente il tutto si spostò nella chiesa parrocchiale del paese dove vengono custoditi ancora oggi  i simulacri dei  due santi Martiri.

 

 

 

CHIESA MARIA SS. DEL CARMELO a Carìa

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ale Chiesa nasce come  piccola edicola votiva eretta  nell’anno 1897, da Giuseppe  Pugliese. fu poi ampliata con la costruzione  della  chiesa attuale,  nell’anno 1906 grazie al contributo dei fedeli di tutta la zona( Soprattutto con in contributo economico delle comunità di Carìa e Brattirò) e  decorata da Francesco  Gangemi da Seminara (rc). Nell’anno santo 1950 per interessamento del parroco del tempo can. Antonio Mazzitelli,di un apposito comitato  e con il contributo straordinario dei numerosi cariesi emigrati in argentina fu ricostruito il tetto crollato pochi anni prima e la chiesa venne  interamente  ristrutturata e arricchita di decorazioni. il soffitto fu dipinto ad olio e sullo stesso, fu incastonata la “Tela del Miracolo” opera molto bella di Ignazio Sambiase da Pizzo Calabro (cavaliere dell’ordine della latinità) a perenne ricordo del miracolo operato dalla Vergine nella Comunità . La chiesa è a navata unica con abside semicircolare di stile composito e in muratura. l’altare è in marmo bianco dominato  in alto dall’immagine del padre eterno benedicente  tra due angeli prostrati in adorazione. la scena richiama molto, il bellissimo altare della chiesa parrocchiale di Caria  dedicata alla Trasfigurazione .Al centro dell’altare,  è  custodita la sacra e venerata effige  di Maria SS. del Carmelo verso la quale la comunità di Caria nutre una grandissima devozione ,omaggiata ogni anno con una grande festa il 14 15 16 Luglio .

 

 

 

 

CHIESE DI CAMPAGNA:

 

 

LA CHIESA DI SAM MICHELE ARCANGELO in località Sant’Angelo di Drapia

A  pianta a coce greca con cupola di origine bizantina,affiancata da due campanili di singolare effetto orientaleggiante .All’interno possiamo trovare pregevoli opere,quali una tela raffigurante L’arcangelo San Michele (XVIII sec)-la base dell’altare e una  mensola  finemente intarsiati e risalenti al 700

 

LA CHIESETTA DI MANNA  a Brattirò  una chiesetta che si trova in località Manna dedicata alla madonna del Rosario,Sull’altrae una tele che riproduce l’immagine venerata nel santuario di Pompei.

LA CHIESETTA DI SAN ROCCO a Gasponi .

Sorge sulla strada provinciale, attualmente è inagibile. Al suo interno è custodita un’artistica statua del Santo.

LA CHIESETTA DELLA MADONNA DEL CARMELO a Drapia

Sorge nella periferia ,al suo interno e’ custodita un immagine della Madonna del Carmelo.Ogni anno il 16 di Luglio  nel pomeriggio si celebra una santa messa in onore della Madonna.

 

 

 

CHIESE ORMAI SCONSACRATE

 

CHIESA MADONNA DEL CARMELO a Drapia – davanti  al palazzo municipale

CHIESA S. AGATA ,nella parrocchia di Gasponi, Sorge sulla strada Provinciale vibo Tropea

CHIESA S.NICOLA,a  Caria ,di lato al castello Gallupi.

CHIESA S. AGOSTINO,che sorge sulle alture di Carìa rivolta verso il centro abitato.

 

 

 

PALAZZI  e ANTICHE DIMORE

 

CASTELLO GALLUPPI  a Carìa

Sulla Via  Regina Elena, si trova  un interessante struttura oggi  dopo numerosi anni e battaglie legali è di prpprietà del comune di Drapia. Appartenuta un tempo  alla famiglia Galluppi fu poi acquistato dalla famiglia Toraldo di Tropea  . In questa struttura amava dimorare nel periodo   estivo il filosofo Tropeano Pasquale Galluppi. L’edificio   attuale è del ‘1900  costruito su una preesistente struttura settecentesca      e nel 1920 le sono state aggiunte le merlature che la fanno somigliare ad un castello. Molto particolari le bifore ogivali goticheggianti e lo splendido balcone balaustrato, decorato con murature simili a tende. Interessante da visitare il giardino.

 

“TORRE GALLI  a Carìa

 sulla Strada Provinciale a circa tre km dal centro abitato sono visibili  i ruderi della residenza della famiglia Galli, la cosiddetta Torre Galli.
Edificata intorno alla metà del XIX secolo, su preesistenti edifici, venne abbandonata a causa di un incendio che la distrusse quasi completamente rendendola inagibile.
In tutta la zona nel 1922-23 sono stati effettuati degli scavi diretti dall’insigne archeologo Paolo Orsi. In quell’ occasione è stato rinvenuto un vasto insediamento dell’età del ferro riconducibile al X e al VI secolo a.C. e, un po’ più in basso rispetto al nucleo abitativo, una necropoli risalente allo stesso periodo, con ben 334 tombe (quasi tutte a inumazione in fossa), contenenti

oggetti in bronzo, punte di lance e vasellame, oggi esposti al museo di Reggio Calabria.
Altri scavi furono eseguiti a varie riprese tra gli anni ’70-’80-’90 del XX secolo, dall’archeologo Marco Pacciarelli.
Tra gli studi da lui compiuti, la scoperta dei più antichi scarabei di produzione egiziana e levantina rinvenuti nel Mediterraneo occidentale, indizio di precocissimi contatti con navigatori provenienti dalle coste cipriote o del Vicino Oriente, precursori dei Fenici, o Fenici essi stessi.

 

 

CENTRO STORICO DI DRAPIA

E’ affascinate da visitare,lungo il cosro principale dominato la campanile della chiesa parrocchiale  sono presenti antichi palazzi e numerosi  portali .

 

 

 

ANTICHI MONASTERI –A GROTTA I SANTU LIU-  E LE TOMBE

 

 

L’ANTICHISSIMO CONVENTO  DI SAN SERGIO E BACCO a Drapia

Drapia festeggia San Sergio martire suo protettore la prima domenica di ottobre. La comunità Drapiese custodisce una statua del santo che regge in mano una ricostruzione fedele della chiesa parrocchiale di Drapia simboleggiando la protezione del santo sul paese. Il Culto del santo a Drapia è legato all’antico convento di San Sergio e Bacco edificato nel 700 dai Basiliani. Il Cenobio fu meta di vari santi penitenti. Era fornito d’orto, di un proprio boschetto di una fonte d’acqua salubre detta "Vardaru". Sempre meta di pellegrinaggi da parte dei cittadini di Tropea, nell’anno 1222,con una bolla di Onorio III, il monastero ricevette una visita particolare. Due delegati Apostolici, cioè del vescovo di Crotone e dall’Abate Grottaferrata. Avanti negli anni il Monastero venne abbandonato dai Brasiliani perchè stava andando in rovina a causa del cedimento del sottosuolo. Dopo essere stato riparato, il Vescovo di Tropea, Nicolò Acciopaccio, nell’anno 1421, lo consegnò ai Francescani che lo rifondarono Come Convento dei Santi Sergio e Bacco. Prozio in questo Periodo fu guardiano del Convento San Bernardino da Siena. Per secoli si conservò nel Monastero lo scudo che il Santo portava con sé nelle sue missioni. Successivamente il terremoto del 5 febbraio 1783 lo distrusse in maniera tale che ai nostri giorni non rimangono che pochi ruderi, qualunque quadro, una statua di Santa Domenica conservati nella chiesa Parrocchiale di Drapia e il bellissimo e preziosissimo tabernacolo in marmo con porticina in argento trasportato a Caria e incastonato all’altare Maggiore della Chiesa Parrocchiale Visibile ancora oggi.

 

 

“L’ANTICO MONASTERO DI SANTU SIDARU”a Caria.

“San Isidoro”;sotto l’attuale sito di Caria, nel luogo detto "Santu Sidaru", si Trovano  i resti dell’antico monastero di Sant’Isidoro.
Sorto nel VIII secolo ad opera di asceti basiliani, il cenobio era addossato a una verde collina che sovrasta la Città di Tropea. Durante scavi condotti intorno agli anni ’60, sono venute alla luce delle grotte, all’interno delle quali sono state identificate vere e proprie tombe intagliate nella roccia. Probabilmente questi monaci vivevano in celle separate, riunendosi solo la domenica per la liturgia. Tutto il territorio intorno al Monastero è ricco di grotte, da ciò si deduce che questi antichi monaci si allontanavano dal cenobio per meglio concentrarsi nella preghiera e nella contemplazione e vi rientravano per la lettura dei salmi e per la sepoltura dei loro morti. Molte sono le tombe scoperte proprio nell’area dove sorgeva l’antico Monastero. Il sito ha sempre attirato l’attenzione di noti archeologi, tra cui l’insigne Paolo Orsi che lo ha visitato e studiato.

 

“A GRUTTA I SANTU LIU””a Caria.
Di difficile accesso, ubicata sulle pendici della fiumara Ruffa, in un luogo altamente scosceso, è una delle poche grotte eremitiche affrescate rimaste in Calabria.
Probabilmente, prese il nome dall’eremita San Leo di Africo o di Bova, santo calabro-greco, che quasi certamente visse nel X secolo.
Allo stato attuale, non presenta tracce di muratura né, tanto meno, di una delimitazione dell’ingresso. Dall’esterno della stessa, si abbraccia con lo sguardo tutta la parte interna, semicircolare, affrescata. Non rimangono tracce del pavimento. La parte superiore della grotta, piana, è intonacata. La parete di fondo è divisa in cinque quadri rettangolari, disposti verticalmente. Del primo affresco, che raffigura l’adorazione dei Magi, rimangono delle piccole porzioni. Il secondo affresco, che rappresenta un Santo Papa e reca l’iscrizione S.C.P.M. (Santo C. Pontefice Massimo), si conserva ancora in discrete condizioni. Il terzo, che raffigura il Padre in trono benedicente che sorregge dalle due estremità della croce il Figlio crocifisso, appare rovinato, ma quasi integro nel suo insieme. Il quarto affresco, che raffigura una Madonna sul trono con Bambino, culmina in alto con un arco schiacciato e rispetto ai primi tre appare in una posizione più elevata. Questi primi quattro affreschi, probabilmente del secolo XVI, sono caratterizzati da una iconografia comune e delimitate ai lati da un cornicione blu. L’ultimo affresco, il più rovinato, non ancora ben decifrato, andrebbe studiato più attentamente. Secondo alcuni, riproduce l’iconografia della deisis. Di esso si intravede appena l’immagine di Cristo, molto rovinata dall’umidità, e più leggibile, una porzione superstite al taglio della parete effettuato al limite del quarto affresco della Madonna. La composizione risulta schiacciata, frontale, tipica dell’iconografia bizantina e per il tema e per l’esecuzione. Tale affresco, perciò, è decisamente precedente a quelli presenti sulla parete e può essere ascritto al secolo XI.
Per quanto riguarda le sue dimensioni, essa era inizialmente più grande: era larga 5 metri e alta 3 metri. Oggi le sue dimensioni variano: è larga 4,7 metri e alta circa 2 metri. Purtroppo giace in uno stato di totale abbandono e necessiterebbe di urgenti restauri.
Non lontano dalla grotta, nel vallone dove scorre la fiumara Ruffa, cresce una rarissima specie di felce, la Woodwardia radicans, appartenente alla famiglia delle Blechnaceae, che costituisce uno dei relitti più antichi della flora mediterranea.

 

“LE TOMBE SARACENE”tra Caria e Gasponi
Tra le località Sant’Agata, Barone, Riaci e "Petti di Gasponi",sono visibili  i resti di grotte che ospitarono una comunità basiliana rupestre, di cui però non siamo certi del nome. Sul periodo della sua edificazione non abbiamo notizie certe: è sicuramente del periodo medioevale (fine del periodo bizantino). Di esso ci rimangono tracce solo delle grotte eremitiche.
Intorno a queste grotte si notano ancora, in tutta la zona, numerose incisioni tombali nella pietra dovute alla consuetudine di seppellire i morti intorno alle grotte dei monaci.
Le persone ivi sepolte erano adagiate col capo verso il tramonto e recavano un’anfora di terracotta vicino la testa.
I sepolcri contenevano scheletri umani, corredi funebri e anfore in terracotta e sono conosciute come "tombe saracene"

 


 
 
 
 
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